Come proteggere le api dalla varroa?
Cécile de Produits-Veto
Assistente di farmacia ·

Proteggere le api dalla varroa si basa su tre azioni: misurare l'infestazione, adattare la lotta alla colonia e controllare il risultato. La scelta del trattamento dipende in particolare dalla covata, dalla temperatura e dalle condizioni del medicinale utilizzato. Un alveare attivo può essere infestato: osservare le api non sostituisce un conteggio adeguato.

Cos'è la varroa destructor?
Varroa destructor è un acaro parassita delle api adulte e della covata. Si nutre in particolare dei tessuti del corpo grasso e contribuisce alla trasmissione di virus, tra cui quello delle ali deformate. Rappresenta un rischio importante per la salute delle colonie. Questi meccanismi sono descritti nella sintesi scientifica pubblicata nel Bollettino epidemiologico dell'ANSES nel 2025.
Quali sono gli effetti della varroa su un alveare?
Un'infestazione può indebolire le api, ridurre la loro longevità e compromettere il rinnovo della popolazione. Le infezioni virali associate possono provocare malformazioni, in particolare delle ali, e contribuire al collasso della colonia.
Questi segni non sono né sistematici né specifici della varroa. La loro assenza non dimostra che un alveare sia poco infestato. In caso di mortalità o indebolimento insolito, chiedete un parere sanitario; il dispositivo OMAA e i suoi contatti regionali permettono di segnalare queste situazioni.

Protezione delle api: quali buone pratiche adottare?
1. Misurare regolarmente l'infestazione
Diversi metodi permettono di stimare la pressione parassitaria: conteggio delle cadute naturali su un vassoio sotto il fondo a rete, oppure misurazione su un campione di api con un metodo adeguato. Non misurano esattamente la stessa cosa e i loro risultati non sono direttamente intercambiabili.
Fatevi accompagnare nella scelta del protocollo e nell'interpretazione dei risultati in base alla stagione, alla colonia e al metodo. Un conteggio deve essere datato, collegato all'alveare ed eseguito in condizioni note. I lavori dell'ANSES sulla sorveglianza delle colonie spiegano i limiti della sola osservazione e l'importanza del monitoraggio dell'infestazione.
2. Adattare il trattamento alla colonia
La covata comprende le uova, le larve e le ninfe. La sua presenza, in particolare quando è opercolata, influenza la scelta e l'efficacia di alcuni interventi. La temperatura, la raccolta e le condizioni proprie del medicinale contano altrettanto. Un calendario regionale può guidare il monitoraggio, ma non sostituisce la valutazione di ogni colonia: gli itinerari sanitari raccomandati in Bretagna nel 2026 illustrano questo approccio su scala territoriale.
Origine naturale non significa assenza di rischio
Alcuni medicinali antivarroa possono contenere timolo o acidi organici. Restano comunque medicinali, con condizioni d'impiego e precauzioni per le api e per l'utilizzatore. Non è quindi pertinente contrapporre sistematicamente "trattamenti naturali" e "trattamenti farmacologici".
Verificare la specialità e la sua forma esatta
Consultate il foglietto illustrativo e il riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) nell'indice ufficiale iRCP dell'ANSES-ANMV. Verificate il nome completo, la forma, le condizioni di utilizzo e di fornitura, le controindicazioni, le protezioni richieste e le regole relative al miele.
Ad esempio, Apiguard è un gel da utilizzare nell'alveare, mentre API-BIOXAL 0,71 g/g è una polvere per alveare: questa polvere non deve essere descritta come una soluzione pronta all'uso. Questi esempi spiegano differenze di presentazione; non costituiscono né un'associazione raccomandata né un protocollo di trattamento.
Trovate inoltre la nostra categoria di prodotti per l'apicoltura e le api. La scelta di un prodotto deve restare guidata dalla situazione della colonia e dalle condizioni della sua autorizzazione.
3. Controllare dopo l'intervento
La fine di un trattamento non basta per concludere che abbia funzionato. Effettuate i controlli previsti dal monitoraggio consigliato, annotando l'arnia, la data, il metodo, il risultato e l'intervento nel vostro registro. Un risultato si interpreta in base al protocollo utilizzato, al periodo e alla covata; le cadute durante un trattamento non si leggono come le cadute naturali.
Se l'infestazione resta preoccupante, contattate il vostro veterinario o il vostro organismo sanitario apistico. Non ripetete un'applicazione e non associate più prodotti di propria iniziativa. Il piano di lotta regionale e gli RCP ufficiali servono come riferimenti per rivalutare la strategia.
Integrare i metodi complementari senza improvvisare
Interventi sulla covata possono far parte di una lotta integrata, ma richiedono un protocollo adatto e padronanza tecnica. La scelta delle sostanze e della loro eventuale alternanza si ragiona con il consiglio sanitario; alternare semplicemente "naturale" e "medicinale" non è una strategia sufficiente contro le resistenze.
La selezione di colonie che presentano caratteri di resistenza al varroa è anch'essa una pista di ricerca e di allevamento. Tuttavia, una colonia vigorosa o una regina proveniente da una colonia robusta non costituisce, da sola, una prova di resistenza. Il monitoraggio dell'infestazione resta necessario, come ricorda la sintesi dell'ANSES sulle relazioni tra ape e varroa.
Da ricordare: misurare, adattare e controllare permette di costruire una lotta coerente. Non esiste una dose, una frequenza né un calendario universale adatto a tutte le arnie.
Fonti e riferimenti
- Bollettino epidemiologico dell'ANSES: sintesi su Varroa destructor, 2025.
- Bollettino epidemiologico dell'ANSES: numero speciale salute delle api, 2017 — sorveglianza e metodi di conteggio; gli elenchi di medicinali datati non servono come riferimento di autorizzazione attuale.
- DRAAF Bretagne: itinerari sanitari di lotta contro il varroa, 2026 — raccomandazioni regionali, da non trasporre automaticamente a tutti gli apiari.
- ANSES-ANMV: indice iRCP dei medicinali veterinari, tra cui gli RCP Apiguard e API-BIOXAL poudre citati sopra.
- Ministero dell'Agricoltura: OMAA.
Domande frequenti sulla protezione delle api contro la varroa
Come capire se il mio alveare è infestato dalla varroa?
Un conteggio adeguato permette di valutare l'infestazione; l'osservazione delle api non è sufficiente. Una colonia può essere attiva e non presentare alcuna malformazione visibile pur ospitando varroe. Fatevi precisare il metodo, la durata del conteggio e l'interpretazione dal vostro veterinario o dal vostro organismo sanitario apistico. Una mortalità inusuale richiede anch'essa una ricerca delle sue cause.
Quando bisogna trattare contro la varroa?
Il momento dipende dal monitoraggio dell'infestazione, dalla covata, dalla temperatura, dal raccolto e dal foglietto illustrativo del medicinale scelto. Non esiste un mese né una frequenza validi per tutte le arnie. L'inverno non garantisce l'assenza di covata: fate adattare il piano di lotta alla vostra regione e a ogni colonia, con un controllo dopo l'intervento.
Peut-on éliminer totalement il varroa?
L'obiettivo pratico è controllare durevolmente l'infestazione per preservare la colonia, senza promettere un'eradicazione definitiva. Una diminuzione del numero di varroe dopo il trattamento non dispensa dal proseguire i conteggi e dal tenere il registro. Se i risultati restano preoccupanti, chiedete consiglio prima di ripetere un trattamento o di associarne un altro.
Un trattamento di origine naturale è privo di rischi per le api?
No. I medicinali contenenti timolo o acidi organici hanno condizioni d'uso precise e possono presentare rischi in caso di impiego inadeguato. Verificate la specialità esatta, la sua forma, le temperature d'uso e le protezioni richieste nel foglietto illustrativo e nel RCP dell'ANSES-ANMV. Una sostanza grezza non si sostituisce automaticamente a un medicinale autorizzato.



















